La mostra virtuale degli Uffizi dedicata alle donne nell’antica Roma

Hai perso la mostra archeologica “Imperatrici, matrone, liberte”, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi per narrare il ruolo della donna nell’antica Roma?
Don’t worry, da oggi è possibile visionarla interamente online, grazie al tour virtuale predisposto sul sito del museo!

Digitale, strumento per l’uscita dei musei dalla crisi secondo UNESCO

Nel 2020 il 90% dei musei mondiali è stato chiuso per oltre 150 giorni, con un crollo dell’80% delle entrate, oltre al 40-60% in meno di finanziamenti pubblici.
E così il digitale, la formazione e la ricerca diventano i tre passaggi strategici per tirar via dalla crisi i musei, anche secondo l’UNESCO.

Google Arts&Culture sforna la nuova Art Emotions Map

Quali emozioni o sensazioni ci provoca un’opera d’arte? Allegria, tristezza, calma, rabbia, ma non solo. Ed oggi c’è uno strumento in più per capirlo, nato dagli sviluppatori di Google Arts&Culture, in collaborazione con l’Università di Berkley in California.
Art Emotion Map è una vera e propria mappatura delle emozioni suscitate da oltre 1500 opere d’arte di diverse epoche su un campione di 1300 persone, a cui è stato richiesto l’associazione dei dipinti visionati con una o più tra 25 possibili sensazioni.

Un corso online sul software Faro Scene, per effettuare rilievi 3D

Faro Scene è il software professionale per produrre rilievi 3D laser scanner, fondamentale per realizzare scansioni tridimensionali di monumenti ed edifici storici, usabili in seguito per sviluppare ambienti in realtà virtuale.
È possibile iscriversi al corso online entro il 30 aprile, ottenendo un forte sconto (299€, anziché 599€ + IVA), un mese di trial del prodotto e certificato finale.

Dive in The Past, un videogioco 3D a tema archeologia subacquea

Sviluppato in collaborazione con l’Università di Calabria, Dive in the Past è il videogioco 3D gratuito che consentirà ai giocatori di immergersi tra i fondali marini, in un’avventura tra i più importanti siti archeologici del Mediterraneo.
Grazie al supporto del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e alle tecniche di modellazione 3D, sarà possibile tuffarsi in profondità scoprendo, tra le altre, le misteriose sculture del Ninfeo di Punta dell’Epitaffio nel golfo di Pozzuoli.

La telepresenza robotica e il suo uso nei musei

La telepresenza robotica è una tecnologia composta da un corpo robotico usabile da persone fisiche per esser presenti in tre dimensioni in qualsiasi posto del mondo in tempo reale, anche da migliaia di chilometri di distanza.
Questo strumento, sviluppato da Archè per l’uso anche all’interno di mostre e musei, è un vero e proprio robot dotato di schermo, microfoni, altoparlanti e di un corpo metallico capace di muoversi nello spazio con l’ausilio di particolari sensori manovrabili da remoto, tramite PC o cellulare, senza rischiare di urtare opere d’arte o ostacoli nelle sale espositive.

La Cappella degli Scrovegni a 360° grazie alla tecnologia di Haltadefinizione

L’intero ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni è stato acquisito da Haltadefinizione con tecnologia gigapixel su concessione del Comune di Padova, proprietario del monumento.
Per rilevare l’intera superficie dipinta da Giotto di oltre 700 metri quadrati, è stata realizzata una imponente campagna fotografica per un totale di 14.000 scatti e un anno di lavoro per l’elaborazione delle immagini.

Il Museo M9 di Venezia Mestre è su Minecraft!

Sensibilizzare i giovani, parlare di ecologia e preservare il territorio facendo uso degli strumenti offerti dalla gamification. Come?
Ci ha provato il Museo M9 di Venezia Mestre lanciando, in collaborazione con Maker Camp, un progetto su Minecraft Education Edition: “una piattaforma versatile che consente di lavorare trasversalmente su diverse discipline, dalla matematica alla storia, dall’educazione civica all’arte”, ha spiegato il direttore scientifico del museo, Luca Molinari.

Live Culture, la nuova piattaforma digitale di CoopCulture

CoopCulture presenta la sua piattaforma Live Culture, un nuovo strumento digitale per estendere le esperienze di visita nel tempo e nello spazio e continuare ad offrire a studenti e turisti l’opportunità di visitare a distanza musei e aree archeologiche.
Le visite digitali di Live Culture offrono immagini ad altissima risoluzione e una fruizione mediata da professionisti della didattica museale.

26 Settembre 1943

Villa Wolkonsky (Ambasciata tedesca fino all'occupazione tedesca), via Ludovico di Savoia 11

Ugo Foà e Dante Almansi sono convocati da Herbert Kappler a Villa Wolkonsky per la richiesta dei cinquanta chili d'oro

Ugo Foà, Presidente della Comunità Israelitica di Roma tra il 1941 e il 1944, e Dante Almansi, Presidente dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane dal 1939 al 1944, vengono convocati da Herbert Kappler, Capo della Polizia di Sicurezza tedesca (Sipo) a Roma, a Villa Wolkonsky, sede dell’ambasciata tedesca fino all’occupazione. Kappler chiede la consegna di 50 chili d’oro alla Comunità, pena la deportazione di 200 dei suoi membri.

APPROFONDIMENTI

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Ugo Foà

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Dante Almansi

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Herbert Kappler

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villa Wolkonsky

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Verbale dell'interrogatorio

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Almansi in Rigano, p.27

Settimia Spizzichino

Fondazione Museo della Shoah, Roma Fondo David Calò

Settimia Spizzichino

Nasce il 15 aprile del 1921 ed è la quarta di sei figli. In un primo tempo la famiglia vive a Tivoli dove il padre, Marco Mosè Spizzichino, è commerciante. Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche, persa la licenza del negozio, la famiglia decide di trasferirsi a Roma, presso le figlie Ada e Gentile ormai sposate.
Il 16 ottobre i nazisti irrompono nell’appartamento di via della Reginella 2, dove gli Spizzichino risiedono. Con la prontezza che la contraddistingue, Settimia riesce a salvare la sorella Gentile e i suoi tre figli dichiarandoli non ebrei. Lei viene però deportata con la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada, la nipotina Rosanna di solo 18 mesi.
All’arrivo a Birkenau solo Settimia e Giuditta superano la selezione, mentre le altre vengono mandate alle camere a gas. Giuditta, purtroppo, non sopravvive al lavoro schiavo.
Settimia, immatricolata con il numero 66210, viene successivamente trasferita ad Auschwitz I per essere sottoposta a una terribile sperimentazione medica a cui miracolosamente sopravvive. Nel gennaio del 1945 deve affrontare anche la “marcia della morte” verso il campo di Bergen-Belsen, dove rimane fino all’arrivo degli inglesi. L’11 settembre rientra finalmente a Roma.
Settimia è una delle prime persone sopravvissute ad Auschwitz a testimoniare il dramma della Shoah, impegno che avrebbe onorato per tutta la vita.
Nel 1996 esce il suo libro: Gli anni rubati. Muore il 3 luglio 2000 a Roma.

Nasce il 15 aprile del 1921 ed è la quarta di sei figli. In un primo tempo la famiglia vive a Tivoli dove il padre, Marco Mosè Spizzichino, è commerciante. Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche, persa la licenza del negozio, la famiglia decide di trasferirsi a Roma, presso le figlie Ada e Gentile ormai sposate.
Il 16 ottobre i nazisti irrompono nell’appartamento di via della Reginella 2, dove gli Spizzichino risiedono. Con la prontezza che la contraddistingue, Settimia riesce a salvare la sorella Gentile e i suoi tre figli dichiarandoli non ebrei. Lei viene però deportata con la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada, la nipotina Rosanna di solo 18 mesi.
All’arrivo a Birkenau solo Settimia e Giuditta superano la selezione, mentre le altre vengono mandate alle camere a gas. Giuditta, purtroppo, non sopravvive al lavoro schiavo.
Settimia, immatricolata con il numero 66210, viene successivamente trasferita ad Auschwitz I per essere sottoposta a una terribile sperimentazione medica a cui miracolosamente sopravvive. Nel gennaio del 1945 deve affrontare anche la “marcia della morte” verso il campo di Bergen-Belsen, dove rimane fino all’arrivo degli inglesi. L’11 settembre rientra finalmente a Roma.
Settimia è una delle prime persone sopravvissute ad Auschwitz a testimoniare il dramma della Shoah, impegno che avrebbe onorato per tutta la vita.
Nel 1996 esce il suo libro: Gli anni rubati. Muore il 3 luglio 2000 a Roma.

Fondazione Museo della Shoah, Roma Fondo David Calò

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Ritratto di Ugo Foà (1887-1953), presidente della Comunità Israelitica di Roma nei primi anni '40 e per tutto il periodo dell'occupazione nazista, in veste di procuratore generale della Corte d'appello di Roma (1934 - 1938).

Federico Spoltore, olio su tela. Museo Ebraico di Roma

Ritratto di Ugo Foà (1887-1953), presidente della Comunità Israelitica di Roma nei primi anni '40 e per tutto il periodo dell'occupazione nazista, in veste di procuratore generale della Corte d'appello di Roma (1934 - 1938).

Federico Spoltore, olio su tela. Museo Ebraico di Roma

Dante Almansi (1877-1949), giurista, prefetto, consigliere della Corte dei Conti dal 1930 fino alla promulgazione delle leggi antiebraiche. Presidente dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane dal 1939 al 1944.

Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1988

Dante Almansi (1877-1949), giurista, prefetto, consigliere della Corte dei Conti dal 1930 fino alla promulgazione delle leggi antiebraiche. Presidente dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane dal 1939 al 1944.

Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1988

Herbert Kappler (1907-1978), Capo della Polizia di Sicurezza tedesca (Sipo) a Roma.

Bundesarchiv, Berlin

Herbert Kappler (1907-1978), Capo della Polizia di Sicurezza tedesca (Sipo) a Roma.

Bundesarchiv, Berlin

Villa Wolkonsky durante l'occupazione nazista.

The National Archives, Kew, London

Villa Wolkonsky durante l'occupazione nazista.

The National Archives, Kew, London

Verbale dell'interrogatorio di Kappler, avvenuto il 22 agosto 1947, sulla convocazione dei due presidenti Foà e Almansi per la richiesta dei 50 chili d'oro.

Tribunale Militare di Roma

Verbale dell'interrogatorio di Kappler, avvenuto il 22 agosto 1947, sulla convocazione dei due presidenti Foà e Almansi per la richiesta dei 50 chili d'oro.

Tribunale Militare di Roma

Dante Almansi sul suo colloquio con Herbert Kappler, in Silvia Haia Antonucci, Claudio Procaccia, Gabriele Rigano, Giancarlo Spizzichino, Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione, Milano, Guerini e associati, 2006.

“Voi e i vostri correligionari avete la cittadinanza italiana, ma di ciò a me importa poco. Noi tedeschi vi consideriamo unicamente ebrei e come tali nostri nemici. Anzi, per essere più chiari, noi vi consideriamo come un gruppo distaccato, ma non isolato dei peggiori fra i nemici contro i quali stiamo combattendo. E come tali dobbiamo trattarvi. Però non sono le vostre vite né i vostri figli che vi prenderemo se adempirete alle nostre richieste. È il vostro oro che vogliamo per dare nuove armi al nostro paese. Entro 36 ore dovete versarmene 50 Kg. Se lo verserete non vi sarà fatto del male. In caso diverso, 200 fra voi verranno presi e deportati in Germania alla frontiera russa o altrimenti resi innocui.”

Da G. Debenedetti, 16 ottobre 1943, Torino, Einaudi, 2001.

“Effettivamente, la sera del 26 settembre 1943, il presidente della Comunità Israelitica di Roma e quello dell’Unione delle Comunità Italiane – tramite il dott. Cappa, funzionario della Questura – erano stati convocati per le ore 18 all’Ambasciata Germanica. Li ricevette, paurosamente cortese e «distinto», il Maggiore delle SS Herbert Kappler, che li fece accomodare e per qualche momento parlò del più e del meno in tono di ordinaria conversazione. Poi entrò nel merito: gli ebrei di Roma erano doppiamente colpevoli, come italiani […] per il tradimento contro la Germania, e come ebrei perché appartenenti alla razza degli eterni nemici della Germania. Perciò il governo del Reich imponeva loro una taglia di 50 chilogrammi d’oro, da versarsi entro le ore 11 del successivo martedì 28. In caso di inadempienza, razzia e deportazione in Germania di 200 ebrei. Praticamente: poco più di un giorno e mezzo per trovare 50 chili d’oro.”