I VR Tour di Enjoymuseum

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Il Virtual-Art è un sistema immersivo virtuale multiutenza unico nel suo genere, in grado di esser visualizzato e utilizzato su qualsiasi tipo di device senza bisogno di installazione, utilizzando tecnologie proprietarie di ultima generazione.

Una comunicazione innovativa, in grado di far rivivere le stesse esperienze del mondo reale in un ambiente virtuale immersivo.

Caratteristiche:

E-COMMERCE
Integrazione con un sito e-Commerce per poter vendere i propri prodotti nel mondo virtuale.

MULTI-UTENZA
Infiniti utenti possono essere connessi contemporaneamente all’interno del mondo virtuale creato.

VIDEO
Possibilità di condividere video e webcam per videoconferenze.

CHAT
Possibilità di inviare messaggi a tutti gli utenti del mondo virtuale.

AUDIO
Possibilità di condividere file audio dal proprio microfono per poter comunicare immediatamente.

IMMERSIVO
Possibilità di comminare all’interno del mondo virtuale, a fianco ad altri avatar, comunicando con essi, gesticolando e sperimentando al meglio il mondo virtuale.

FILE
PDF di presentazione possono essere condivisi per poter analizzare dati o informazioni all’interno del Meet.

VIRTUALE
Compatibile con tutti i device di realtà virtuale: Smartphone, Oculus RIFT, Oculus RIFT s, HTC VIVE, Oculus Quest.

AVATAR
Possibilità di scegliere il proprio avatar o personalizzarlo.

MULTI DEVICE
Funzionamento su tutti i device come smartphone, computer PC, Mac e tablet.

NESSUNA INSTALLAZIONE
Nessun bisogno di installazione in locale. Basta un click per entrare nel mondo virtuale.

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Settimia Spizzichino

Fondazione Museo della Shoah, Roma Fondo David Calò

Settimia Spizzichino

Nasce il 15 aprile del 1921 ed è la quarta di sei figli. In un primo tempo la famiglia vive a Tivoli dove il padre, Marco Mosè Spizzichino, è commerciante. Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche, persa la licenza del negozio, la famiglia decide di trasferirsi a Roma, presso le figlie Ada e Gentile ormai sposate.
Il 16 ottobre i nazisti irrompono nell’appartamento di via della Reginella 2, dove gli Spizzichino risiedono. Con la prontezza che la contraddistingue, Settimia riesce a salvare la sorella Gentile e i suoi tre figli dichiarandoli non ebrei. Lei viene però deportata con la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada, la nipotina Rosanna di solo 18 mesi.
All’arrivo a Birkenau solo Settimia e Giuditta superano la selezione, mentre le altre vengono mandate alle camere a gas. Giuditta, purtroppo, non sopravvive al lavoro schiavo.
Settimia, immatricolata con il numero 66210, viene successivamente trasferita ad Auschwitz I per essere sottoposta a una terribile sperimentazione medica a cui miracolosamente sopravvive. Nel gennaio del 1945 deve affrontare anche la “marcia della morte” verso il campo di Bergen-Belsen, dove rimane fino all’arrivo degli inglesi. L’11 settembre rientra finalmente a Roma.
Settimia è una delle prime persone sopravvissute ad Auschwitz a testimoniare il dramma della Shoah, impegno che avrebbe onorato per tutta la vita.
Nel 1996 esce il suo libro: Gli anni rubati. Muore il 3 luglio 2000 a Roma.

Nasce il 15 aprile del 1921 ed è la quarta di sei figli. In un primo tempo la famiglia vive a Tivoli dove il padre, Marco Mosè Spizzichino, è commerciante. Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche, persa la licenza del negozio, la famiglia decide di trasferirsi a Roma, presso le figlie Ada e Gentile ormai sposate.
Il 16 ottobre i nazisti irrompono nell’appartamento di via della Reginella 2, dove gli Spizzichino risiedono. Con la prontezza che la contraddistingue, Settimia riesce a salvare la sorella Gentile e i suoi tre figli dichiarandoli non ebrei. Lei viene però deportata con la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada, la nipotina Rosanna di solo 18 mesi.
All’arrivo a Birkenau solo Settimia e Giuditta superano la selezione, mentre le altre vengono mandate alle camere a gas. Giuditta, purtroppo, non sopravvive al lavoro schiavo.
Settimia, immatricolata con il numero 66210, viene successivamente trasferita ad Auschwitz I per essere sottoposta a una terribile sperimentazione medica a cui miracolosamente sopravvive. Nel gennaio del 1945 deve affrontare anche la “marcia della morte” verso il campo di Bergen-Belsen, dove rimane fino all’arrivo degli inglesi. L’11 settembre rientra finalmente a Roma.
Settimia è una delle prime persone sopravvissute ad Auschwitz a testimoniare il dramma della Shoah, impegno che avrebbe onorato per tutta la vita.
Nel 1996 esce il suo libro: Gli anni rubati. Muore il 3 luglio 2000 a Roma.

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