Daniele Ranzoni
Il bambino William Morisetti

Con Ranzoni, uno dei pittori più importanti del secondo ottocento purtroppo non sufficientemente conosciuto, il ritratto diviene vera e propria lettura dell’anima. I bambini da lui effigiati, pur quasi sempre di classe privilegiata, hanno una evidente espressione di tristezza. Non fa eccezione il piccolo Willy, capolavoro della ritrattistica europea che un recente restauro ha restituito alla sua bellezza originaria, facendo emergere i colori perlacei dello sfondo e quelli più brillanti in primo piano. La mancanza di sorriso e lo sguardo sottomesso evocano un’infanzia senza gioia. Osserviamo la pennellata franta, a piccoli tocchi, già divisi nel volto, a tratti larghi nella blusa: lo scapigliato Ranzoni ha creato un linguaggio nuovo perfettamente idoneo alla traduzione delle emozioni. Siamo nel 1885, per lui è il canto del cigno. Appena cinque anni più tardi, un anno dopo la sua scomparsa, Vittore Grubicy ne organizzerà la retrospettiva. L’evento avrà un’influenza determinante sui futuri divisionisti formati all’Accademia di Brera che ne raccoglieranno la lezione.

1885
Olio su tela, 55 × 39,8 cm

Collezione privata

Play Video

Contattaci