Angelo Morbelli
Venduta

Il dipinto, presentato alla seconda Biennale di Venezia, è la redazione in tecnica divisionista di un soggetto molto caro a Morbelli e per questo già affrontato altre due volte, la prima ad olio nel 1884, la seconda a tempera nel 1888, ed è accolta dalla critica contemporanea come uno dei lavori più sentiti ed emotivamente coinvolgenti tra quelli fino ad allora dipinti dal pittore. In Venduta, un’opera delicatissima e al contempo struggente, Morbelli affronta un tema di scottante attualità nella Milano ottocentesca, quello della prostituzione minorile, vera e propria piaga sociale che affliggeva non solo la città lombarda in cui il pittore viveva, ma molte altre moderne metropoli dove, troppo spesso, lo stato di indigenza in cui versava parte della popolazione induceva le famiglie a vendere le proprie figlie. Eseguita in un linguaggio divisionista ormai maturo e raffinato che avvolge morbidamente, grazie alle sottili vibrazioni ottenute dalla pennellata divisa a tratti e piccoli punti, figura e ambiente, la tela è davvero, come suggerito dalla critica dell’epoca, un’opera impressionante in cui l’artista è riuscito a trasmetterci attraverso i soli occhi umidi della fanciulla tutta la sua anima, il suo disperato stupore, la sua vergogna, la sua intensa angoscia. In vista della sua esposizione in questa mostra, la tela è stata oggetto di un accurato intervento di restauro da parte di Enrica Boschetti.


1897
Olio su tela, 67x 107 cm


Milano, Galleria Civica d’Arte Moderna

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