Giovanni Segantini
Vacca

Segantini descrive così l’opera: “due vacche che tornano alla stalla in una giornata di pioggia” e infatti la chiama “Giorno di pioggia”, titolo sicuramente più evocativo rispetto all’attuale e riduttivo “Vacca”. Il dipinto, di un divisionismo rigoroso inteso a rinforzare la valenza naturalista del soggetto, fu quasi ignorato dalla critica che si concentrò invece su “Le due madri”, oggi conservato alla Galleria d’arte Moderna di Milano e considerato una delle icone del divisionismo. Le due tele condividono le proporzioni e il taglio allungato ma quella in esame ha misure inferiori. Ogni singolo elemento del dipinto ha una presenza quasi fisica: il manto grondante delle bestie, la staccionata, l’acqua che scorre nei solchi del terreno, le costruzioni intonacate e le strutture in legno. La varietà delle pennellate che disegnano o accompagnano le forme e l’utilizzo più sistematico dei colori puri sono gli elementi che gli conferiscono quella sensualità quasi tattile. Alla dovuta distanza (quattro volte l’altezza del dipinto) le pennellate si fondono e dominano i verdi, i grigi perlacei e i bruni: tutto contribuisce a rendere l’atmosfera umida di una giornata di pioggia. È un paesaggio composto che riprende e ricrea un cortile di Savognino, presente anche in altre sue opere.

1890
Olio su tela, 63,5 × 103 cm

Rüschlikon, Zurigo, Fondazione “Im Grüene”

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