Angelo Morbelli
Sogno e realtà

“Sogno e realtà” conclude un ciclo di dieci anni che aveva spinto Morbelli a creare un suo studio all’interno del Pio Albergo Trivulzio per poter fotografare i suoi modelli. Ciò gli consentì di creare un archivio di immagini che potesse formare la base per i suoi futuri dipinti. L’opera è un unicum nell’iconografia di Morbelli, un artista sempre legato alla realtà nei minimi particolari che qui tenta, per la prima volta – e lo farà pochissimo – di misurarsi con il simbolo. Il dipinto è una meditazione sul trascorrere del tempo e sulla memoria. Morbelli sceglie il trittico come forma espressiva perché negli ambienti simbolisti europei l’uso di questa forma rinascimentale era frequente, non solo per ragioni decorative ma perché la struttura faceva da scrigno al pensiero espresso nel dipinto. In questo caso lo scandire tripartito dell’immagine ha permesso a Morbelli di confinare la realtà dell’oggi nei due panelli laterali, con la vecchietta in quello di sinistra e il suo compagno in quello di destra, separandola dal loro sogno evocato nel pannello centrale in cui i due innamorati ci appaiono all’inizio della loro lunga vita. Alla realtà e al sogno corrispondono due diverse tecniche d’approccio alla divisione del colore: una minuta nelle pennellate intrecciate dei due ritratti, in cui la luce accarezza i volti e le mani, una più larga e sciolta nel chiaro di luna bluastra del sogno.

1905
Olio su tela, 112 × 77 cm

Milano, Cariplo Foundation Collection, Gallerie d’Italia

 

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