Emilio Longoni
Riflessioni di un affamato

In “Riflessioni di un affamato” Emilio Longoni raggiunge l’apice sia dell’impegno sociale che della raffinatezza nell’applicazione della divisione del colore. Questa è stata ed è tuttora l’opera più discussa dell’artista. Il quadro venne pubblicato in fotoincisione su un giornale socialista accompagnato da un breve testo che dava voce ai personaggi raffigurati: un operaio rimasto senza lavoro, intirizzito dal freddo e fermo a guardare la coppia aristocratica che mangia felice. Il dialogo provocò la reazione immediata della censura, che dispose il sequestro del giornale e l’incriminazione del pittore per “istigazione all’odio di classe”, reato per il quale Longoni fu processato. Il dipinto segna per Longoni l’ultima battuta della pittura concepita come denuncia. Un paragone tra il già discusso “Oratore dello sciopero” e l’opera in esame ci fa capire quanto Longoni abbia perfezionato la tecnica divisionista. La raffinatezza del tratto permette a Longoni di esprimere con tanta staccata freddezza la luce biancastra di una giornata di neve, le sfumature del caldo dietro la vetrata e lo sgomento del ragazzo infreddolito che contempla la ricchezza. Mentre “L’oratore” era provocatorio, “Riflessioni” è profondamente commuovente, ma in entrambi le tele è la tecnica a suggerire l’emozione.

1894
Olio su tela,190 × 155 cm

Biella, Museo del Territorio Biellese

Play Video

Contattaci