Emilio Longoni
L’oratore dello sciopero

Rispetto alle numerose opere di natura sociale presenti nell’esposizione, “L’oratore dello sciopero” è l’unica ad affrontare un soggetto a forte valenza politica, ovvero lo sciopero con cui il 1° maggio del 1890 il popolo di Milano aveva celebrato per la prima volta la Festa dei Lavoratori; sciopero trasformatosi in una giornata di tumulti e scontri armati. Longoni, come documenta un disegno a matita sul suo taccuino, aveva assistito e forse partecipato a questi scontri. La veemenza della scena trova un eco nelle pennellate veloci, poco materiche, dal tratto a volte aggressivo, e la divisione dei colori primeggia nell’uso dei complementari bleu e rossi del vasto cielo. L’audace taglio compositivo di derivazione fotografica, in cui il punto di vista dell’artista coincide con quello dell’oratore issatosi sull’impalcatura di un cantiere, è anche elemento fondamentale nell’ esprimere la violenza della scena. L’opera è, perciò, un vero e proprio manifesto di intenti da parte di Longoni. L’artista, mostrandosi letteralmente a fianco dei muratori, annuncia di voler fare della propria pittura uno strumento di comunicazione politica, adoperando un linguaggio modernissimo che spiazza lo spettatore.

1890-1891
Olio su tela, 193 × 134 cm

Barlassina, Banca Popolare di Barlassina

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