Raffaello

World Tour

benvenuti alla mostra

un artista unico,
il giovane favoloso

raffaello nella bottega di papà giovanni

Autoritratto di Raffaello Sanzio

Il giovane Favoloso

sala 1

ABITARE LO SPAZIO

verso il palazzo ducale di urbino

nelle stanze del palazzo ducale di urbino

lo sposalizio della vergine

città ideale

il tempio
simbolo di armonia

sala 2

RITROVARE L'EQUILIBRIO

raffaello lavora alla Pala Baglioni

trasporto del cristo morto

Grifonetto
Baglioni

Particolare dal Trasporto del Cristo morto

sala 3

L'ARISTOCRATICA SPIRITUALITÀ

raffaello a firenze

madonna del cardellino

ritratto di agnolo doni

ritratto di maddalena doni

sala 4

LE STANZE VATICANE

raffaello e bramante vanno a spiare la cappella sistina

raffaello e bramante vanno a spiare la cappella sistina

la scuola di atene

particolare
dalla scuola di atene

autoritratto di
raffaello sanzio

sala 5

L'UTOPIA E IL POTERE

la bottega di raffaello porta avanti la sua arte

la Trasfigurazione

Particolare dalla Trasfigurazione

Particolare dalla Trasfigurazione

Introduzione alla mostra

Autoritratto, Raffaello Sanzio
Tempera su tavola, 1506
47.5 x 34,8 cm
Le Gallerie degli Uffizi, Firenze, Italia

Credit:
Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi.

In occasione delle Celebrazioni dell’anniversario dei 500 anni dalla morte, Magister Raffaello vuole onorare con questa mostra un artista unico che ha dedicato all’Arte tutta la sua vita. Raffaello iniziò a lavorare molto giovane e la sua grandezza gli fu presto riconosciuta.  Enormemente apprezzato nel suo tempo, nel corso dei secoli, dopo la sua morte avvenuta a soli trentasette anni, la sua fama si è sempre più consolidata portandolo a diventare uno degli artisti più studiati e ammirati al mondo. In un viaggio alla ricerca dell’ideale eccelso di serenità e bellezza del Rinascimento, attraverso alcune sue opere fondamentali, Raffaello ci condurrà nei luoghi e nelle straordinarie storie da lui vissute.

Il giovane Favoloso

Credit:
Carnovsky per Magister Art.
Il giovane Raffaello era un privilegiato assoluto: dotato dalla natura di capacità straordinarie, oltre ad essere un pittore e un disegnatore nato, cresce a fianco del padre Giovanni Santi, un artista molto rispettato nella città di Urbino, che in quel momento rappresentava uno snodo culturale fondamentale per l’Europa intera. Il destino pare dunque, a questo giovane favoloso, essere del tutto favorevole, ma le cose, si sa, non vanno sempre come pensiamo. Quando nacque, nel 1483, il padre era titolare di un’importante bottega d’arte molto apprezzata dai Duchi di Montefeltro, che controllavano con autorevolezza l’intero territorio. Giovanni Santi era inoltre scrittore, uomo di grandissima cultura circondato da prestigiose amicizie: Raffaello ebbe così modo di conoscere gli artisti, gli scultori e gli architetti più noti in Italia e quelli che venivano dalle Fiandre. Quando era appena undicenne, l’amato padre venne a mancare a poca distanza dalla morte della madre. Così, persi gli importanti appoggi familiari, nella prima giovinezza non ricevette incarichi nella sua città, già pulsante e ricca di artisti affermati.
La corte dei Montefeltro, grazie alla loro lungimirante committenza, fu difatti sulla fine del Quattrocento epicentro delle più alte espressioni artistiche, documentate dalla presenza di opere di Piero della Francesca, Luciano Laurana, Antonio del Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini e molti altri ancora.
Alla morte del padre che aveva dominato la scena urbinate, i colleghi pittori, per guadagnarsi uno spazio, cercarono di frenare l’attività della bottega ereditata dal fanciullo. Tra tutti gli artefici di quelle azioni ostili, vanno ricordati due nomi in particolare, Gerolamo Genga e Timoteo Viti, che lavoravano e dipingevano insieme, sempre escludendo Raffaello. Imparerà a lottare da subito con tutte le sue forze per potere emergere, e riuscirà ad essere operoso solo nelle vicinanze di Urbino, ma non in città, dovendo di fatto da essa emigrare.

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