Gaetano Previati
Il vento

Erroneamente detto “Il Vento”, l’opera è uno dei sei pannelli della sala della musica conservata presso il Vittoriale degli Italiani nota come “Aria”, “Allegoria musicale” o “Melodia”. È il nostro primo incontro con il simbolismo allegorico di Previati, molto diverso rispetto a quelli di Segantini o di Pellizza, sempre generati da un’interpretazione della natura. Con allegoria si intende un’idea rappresentata da una figura. Dal punto di vista tecnico, Previati, il vero teorico del divisionismo italiano al quale si devono tre trattati di tecnica pittorica, in quegli anni stende il colore in un modo essenzialmente grafico: la pennellata è linea. La gamma cromatica accesa degli arancioni e rossi si traduce in un segno sinuoso. Previati sostiene il pennello sulla tela per lunghi tratti, in questo caso suggerendo il fiato o la tensione del corpo della donna a produrre il suono. Il ciclo fu commissionato da Alberto Grubicy per decorare la camera di sua figlia appassionata di musica, che si spegne nel 1910. Esposto nel 1909 a Parigi e nel 1910 a Milano, non se ne avranno più notizie fino agli anni 1919-1920 in cui Grubicy stende il testamento nominando erede l’Associazione Mutilati di Guerra, con la clausola che le tele di Previati dovevano essere consegnate a D’Annunzio per sostenere la causa di Fiume. Per una serie di vicissitudini le tele arrivano al Vittoriale solo nel 1939.


1908
Olio su tela, 138 × 99 cm


Gardone Riviera, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani

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