Angelo Barabino
Il figlio

Il restauro dell’opera, realizzato per questa occasione, ha permesso di riportare alla luce colori vivaci che esaltano l’assenza del disegno di base. La linea diventa, così, elemento costruttivo per eccellenza. L’opera si contraddistingue per un simbolismo nell’immagine che non trova equivalente né in Italia né altrove. Alla glorificazione della maternità, che è uno dei temi centrali del divisionismo simbolista in Italia, Barabino sostituisce la coppia di genitori simbioticamente fusa in un solo corpo, in estasi davanti al proprio figlio: un bambino che sembra uscire dalla terra, come se ne fosse la creatura. Il volto del padre che lo guarda irradia uno stupore quasi surreale e nel misticismo laico che permea l’opera la sua presenza si contrappone a quella materna. È interessante osservare come l’artista reinterpreti il paesaggio, una pianura chiusa dai monti innevati sotto un cielo simbolico in cui si intravedono i due astri, il sole e la luna, come nelle icone bizantine, rendendolo cassa di risonanza delle emozioni più intense. Lo stesso modo in cui è steso il colore, in un divisionismo filamentoso memore di Previati, concorre a creare la dimensione atemporale in cui si materializza una genitorialità laica ed universale, in fusione con la natura.


1906
Olio su tela, 167 × 126 cm


Collezione privata

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