Gaetano Previati
Le fumatrici di hashish

Dopo aver incontrato il linguaggio etereo di Previati nel capolavoro monumentale “Maternità”, che avete ammirato al piano terreno, dovete fare lo sforzo di tornare indietro nell’evoluzione dell’artista. In quest’opera, anteriore di oltre 4 anni rispetto a “Maternità”, Previati riprende un tema notissimo nel cosiddetto orientalismo europeo che ha radice nel celeberrimo dipinto di Delacroix “Donne d’Algeri nei loro appartamenti (1833)”, quello delle scene di harem, care ai visitatori dei Salons parigini. Tuttavia, l’orientalismo qui è soltanto pretesto a un soggetto derivato dalla letteratura romantica e decadente: la glorificazione della droga come porta del sogno, creatrice di visioni non percepibili senza il suo tramite, quale la celebrava Baudelaire. Il richiamo alla scapigliatura è nella natura del soggetto più che nel modo di dipingere. “Le fumatrici di hashish” è comunque un dipinto di transizione. La materia è ancora spessa e ad impasto. Le pennellate e i toni bassi – fanno eccezione soltanto i fili colorati del tappeto sul quale si accucciano le donne – suggeriscono la trasparenza del fumo e l’abbandono di queste donne dal volto rovesciato in estasi, isolate nel loro mondo onirico.

1887
Olio su tela, 140 x 311 cm

Collezione privata

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