DAGLI IMPRESSIONISTI
A PICASSO
11 OTTOBRE 2019
2FEBBRAIO 2020
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Prima sala

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Capolavori della Yohannes Art Gallery

Sessanta opere, dipinte dai più grandi artisti tra ‘800 e ‘900, voleranno per 11.000 chilometri dalla Johannesburg Art Gallery per raggiungere la Città di Conegliano. Dai capolavori dell’Ottocento inglese, passando per i maestri dell’Impressionismo, fino ai movimenti artistici rivoluzionari del Novecento.

Palazzo Sarcinelli ospita la mostra Dagli Impressionisti a Picasso. Capolavori della Johannesburg Art Gallery, un’occasione unica per ammirare capolavori di Boudin, Courbet, Degas, Monet, Picasso, Turner e molti altri maestri.

Aperta al pubblico nel 1910, la Johannesburg Art Gallery si è costituita grazie all’ingente apporto di donazioni fatte da collezionisti sudafricani sensibili all’arte, nell’intento di promuovere il museo come centro di aggregazione culturale di riferimento per il loro paese.

Il nucleo di questa importante raccolta è il lascito di Lady Florence Phillips, appassionata collezionista che riuscì ad acquisire capolavori immortali di celebri artisti europei tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900.

Provengono tutte dalla Johannesburg Art Gallery nell’omonima città, in Sud Africa, le sessanta opere che si potranno ammirare a partire dal prossimo 11 ottobre in Palazzo Sarcinelli.  Sono sessanta dipinti, che spaziano negli ultimi due secoli di storia dell’arte, da William Turner a William Kentridge.

A cura di Simona Bartolena Mostra organizzata da ARTIKA, prodotta da ViDi, in collaborazione con il Comune di Conegliano

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palazzo sarcinelli
conegliano (tv)
11 OTTOBRE 2019
2FEBBRAIO 2020

Settimia Spizzichino

Fondazione Museo della Shoah, Roma Fondo David Calò

Settimia Spizzichino

Nasce il 15 aprile del 1921 ed è la quarta di sei figli. In un primo tempo la famiglia vive a Tivoli dove il padre, Marco Mosè Spizzichino, è commerciante. Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche, persa la licenza del negozio, la famiglia decide di trasferirsi a Roma, presso le figlie Ada e Gentile ormai sposate.
Il 16 ottobre i nazisti irrompono nell’appartamento di via della Reginella 2, dove gli Spizzichino risiedono. Con la prontezza che la contraddistingue, Settimia riesce a salvare la sorella Gentile e i suoi tre figli dichiarandoli non ebrei. Lei viene però deportata con la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada, la nipotina Rosanna di solo 18 mesi.
All’arrivo a Birkenau solo Settimia e Giuditta superano la selezione, mentre le altre vengono mandate alle camere a gas. Giuditta, purtroppo, non sopravvive al lavoro schiavo.
Settimia, immatricolata con il numero 66210, viene successivamente trasferita ad Auschwitz I per essere sottoposta a una terribile sperimentazione medica a cui miracolosamente sopravvive. Nel gennaio del 1945 deve affrontare anche la “marcia della morte” verso il campo di Bergen-Belsen, dove rimane fino all’arrivo degli inglesi. L’11 settembre rientra finalmente a Roma.
Settimia è una delle prime persone sopravvissute ad Auschwitz a testimoniare il dramma della Shoah, impegno che avrebbe onorato per tutta la vita.
Nel 1996 esce il suo libro: Gli anni rubati. Muore il 3 luglio 2000 a Roma.

Nasce il 15 aprile del 1921 ed è la quarta di sei figli. In un primo tempo la famiglia vive a Tivoli dove il padre, Marco Mosè Spizzichino, è commerciante. Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche, persa la licenza del negozio, la famiglia decide di trasferirsi a Roma, presso le figlie Ada e Gentile ormai sposate.
Il 16 ottobre i nazisti irrompono nell’appartamento di via della Reginella 2, dove gli Spizzichino risiedono. Con la prontezza che la contraddistingue, Settimia riesce a salvare la sorella Gentile e i suoi tre figli dichiarandoli non ebrei. Lei viene però deportata con la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada, la nipotina Rosanna di solo 18 mesi.
All’arrivo a Birkenau solo Settimia e Giuditta superano la selezione, mentre le altre vengono mandate alle camere a gas. Giuditta, purtroppo, non sopravvive al lavoro schiavo.
Settimia, immatricolata con il numero 66210, viene successivamente trasferita ad Auschwitz I per essere sottoposta a una terribile sperimentazione medica a cui miracolosamente sopravvive. Nel gennaio del 1945 deve affrontare anche la “marcia della morte” verso il campo di Bergen-Belsen, dove rimane fino all’arrivo degli inglesi. L’11 settembre rientra finalmente a Roma.
Settimia è una delle prime persone sopravvissute ad Auschwitz a testimoniare il dramma della Shoah, impegno che avrebbe onorato per tutta la vita.
Nel 1996 esce il suo libro: Gli anni rubati. Muore il 3 luglio 2000 a Roma.

Fondazione Museo della Shoah, Roma Fondo David Calò

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